Sergio Fant
Rosanna Stedile
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Laura Zumiani
Rosanna Stedile
UNA NUOVA MARATONA DI LETTURA NEL RICORDO DI MARIO RIGONI STERN
Mercoledì 23 settembre dalle ore 18.00 nello spazio di MontagnaLibri in Piazza Walther la lettura integrale di “Storie di Tönle”
Dopo il successo, lo scorso anno, della lettura integrale de “Sergente nella neve”, romanzo d’esordio di Mario Rigoni Stern, anche nel corso di questa edizione della rassegna del Trento Filmfestival a Bolzano in svolgimento dal 17 al 27 settembre, nello spazio di MontagnaLibri in Piazza Walther sarà proposta la lettura integrale di un’altra famosa opera dello scrittore di Asiago, “Storie di Tönle”. La maratona di lettura che vedrà impegnati una trentina di lettori per il coordinamento di Giovanni Accardo e Cinzia Butelli si svolgerà nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre a partire dalle ore 18.00.
Il TrentoFilmfestival vuole ricordare in questo modo un grande testimone della cultura alpina particolarmente legato alla rassegna trentina nell’arco della sua storia ultracinquantennale. Era il 1959 quando Rigoni Stern accompagnò a Trento l’amico Ermanno Olmi, esordiente regista vincitore del TrentoFilmfestival di quell’anno con il documentario “Il tempo si è fermato”. E poi autore della sceneggiatura insieme a Tullio Kezich del film di Olmi “I recuperanti” che nel 1970 a Trento vinse un Rododendro d’Oro. Dalla metà degli anni 70 poi, invece, la sua costante presenza in qualità di presidente del prestigioso Premio ITAS del Libro di montagna.
IL LIBRO
Pubblicato nel 1978, “La storia di Tönle” conferma la capacità di Mario Rigoni Stern di narrare con immediatezza e semplicità, traendo spunto dalla propria esperienza autobiografica. Ancora una volta, al centro del racconto sono le montagne dell’altopiano d’Asiago, mondo della memoria e della natura che impronta tutta l’opera dell’autore. Tönle Bintarn è un contadino veneto, pastore e contrabbandiere. La sua storia è quella di una persona costantemente in fuga: un'odissea che, tra la fine dell'Ottocento e la Prima Guerra Mondiale, lo getta per caso nei grandi eventi della Storia. La battaglia di Tönle è quella per la sopravvivenza, la propria e quella della civiltà cui sente d’appartenere. Mentre l’impero austro – ungarico sta per cadere, la vita nelle montagne della zona è dura, scandita dalla fame, dalla povertà e dalla fatica, e il contrabbando è un mestiere come un altro; ma Tönle ha ferito una guardia della Finanza Regia, ed è costretto a fuggire. Nel suo esilio per ogni dove, guadagnandosi il pane come può, l’uomo resta legato alle proprie radici, agli odori e ai sapori della propria terra, ai colori dell’altopiano, ai prati erbosi ed alle montagne innevate. E’ il ricordo di quella vita che consente a Tönle di sopravvivere, pure alla follia della guerra che lo travolge col suo spettacolo infernale di violenza e ingiustizia. Il suo universo è la sua forza interiore. E’ il ricordo delle silenziose giornate invernali trascorse al caldo del camino con il profumo della sua pipa, il ricordo delle foglie rosse d’autunno, dei pascoli, a salvare Tönle dalla disperazione, a cancellare il ricordo di morte e distruzione e sangue persino nel campo di concentramento di Katzenau. Da qui, si vedono le montagne innevate ad ovest di Linz; da qui Tönle imboccherà la strada dei pastori, per un lungo viaggio di ritorno.
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