Sergio Fant
Rosanna Stedile
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Laura Zumiani
Rosanna Stedile
Proiezione de “Il Gigante delle Dolomiti” di Guido Brignone (Italia, 1926)
Proiezione della copia restaurata dalla Cineteca Italiana di MilanoGuida alpina provetta molto apprezzata dagli escursionisti, Maciste (l’attore Bartolomeo Pagano) vive sulle Dolomiti, al Passo delle Tre Croci, e si occupa amorevolmente del nipotino Hans, figlio illegittimo della sorella, morta di crepacuore per il disonore di esser stata sedotta e abbandonata. Acerrimo rivale di Maciste è il losco Schultz, un contrabbandiere che, in cerca di facili guadagni, si allea con due avventurieri, Müller e la misteriosa Vanna Dardos, con l’intento di sottrarre i piani di un rivoluzionario progetto aeronautico che il giovane ingegnere Riccardo Ewert sta mettendo a punto nella pace di una baita sulle montagne. Oltre a Vanna, un’altra donna è interessata all’ingegnere: la bella pittrice inglese Maud Fair, che trascorre le proprie vacanze in un lussuoso albergo ed è segretamente innamorata di lui. Nel tentativo di sedurre l’ingegnere, Vanna non si accorge che un ispettore di polizia è sulle sue tracce. Mentre Maud, con l’aiuto di Maciste, riesce a far fronte ai tentativi di violenza di Müller, l’ingegnere, allertato dall’ispettore, finge di cadere nella trappola di Vanna per renderne possibile l’arresto; Müller e Schultz, vedendosi perduti, si danno alla fuga lungo il passo del Gigante, ma muoiono durante una bufera di neve e Vanna è costretta all’esilio. Maud può finalmente coronare il proprio sogno d’amore.
L’importanza del restauro. Il Gigante delle Dolomiti, realizzato nel 1926 prodotto dalla Società Anonima Pittaluga di Torino e diretto da Guido Brignone, è un film prezioso per molti motivi: in primis perché rappresenta una delle ultime performance dell’attore Bartolomeo Pagano nei panni dell’eroe Maciste sul grande schermo e perché rimane come una delle produzioni più imponenti della “Pittaluga Film”. Prima d’ora il cinema non aveva ancora restituito in maniera così emozionante la bellezza delle alte e maestose Alpi Dolomitiche, circondanti quel meraviglioso fiore alpino che è la conca di Cortina d’Ampezzo. Per le scene che si svolgono sulle Dolomiti il regista Guido Brignone realizza inquadrature perfette, fotografando al meglio le Alpi e rendendo così lo sfondo naturale grandioso e magnifico.
Il recupero e il restauro di questa pellicola, con oltre ottanta anni di età, è importante e necessario in quanto esiste un unico negativo originale infiammabile al mondo, conservato dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano. L’operazione è di carattere storico e documentario, perché restituisce una splendida fotografia delle Dolomiti negli anni Venti, e soprattutto cinematografico. Il gigante delle Dolomiti è dunque un capitolo fondamentale nella saga dei film con Maciste, ed è ancora più importante per la sua rarità, che non fa altro che alimentarne la voglia di riscoprirlo. Le didascalie originali dell’epoca sono state gentilmente concesse dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e integrate dalla Fondazione Cineteca Italiana nelle operazioni di restauro. Il restauro a cura della Cineteca Italiana di Milano è stato reso possibile grazie al contributo della Provincia di Belluno, Provincia autonoma di Trento, Cineteca del CAI e TrentoFilmfestival
Guido Brignone (Milano 1886 – Roma 1959)
Appartenente ad una famiglia di gente dello spettacolo (figlio dell'attore Giuseppe Brignone, fratello minore dell'attrice Mercedes e padre di un'altra attrice famosa, Lilla), lavorò brevemente in teatro con la sorella, ma già nel 1914 si trasferì a Roma dove cominciò a lavorare come attore insieme alla moglie, l'attrice Lola Visconti, prematuramente scomparsa nel 1924. Nel 1916 iniziò la carriera di regista, dirigendo Odette e, spesso interpretando egli stesso i suoi film. Verso gli anni Venti diresse alcune pellicole con un attore allora di grande successo, Bartolomeo Pagano, più noto con il nome del personaggio che era solito interpretare, il gigante buono Maciste. Nel 1927 emigrò prima in Francia e poi in Germania, a causa della forte crisi del cinema italiano. In questi anni diresse cinque film, con la bellissima attrice romana Clara Galassi (in arte Dolly Gray), divenuta sua compagna. Rientrato in Italia nel 1930, vi lavorò fino al 1958, producendo opere di buona e accurata fattura e di largo successo popolare. Dall'avvento del sonoro firmò lavori di ampio successo commerciale, e nel 1934 fu il primo regista italiano a vincere la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nella categoria "miglior film italiano" con Teresa Confalonieri.
Musiche originali ed arrangiamenti di Carlo Casillo
Per la colonna sonora di “Il Gigante delle Dolomiti” sono stati accostati brani ispirati alla tradizione folk tirolese (valzer, polche, jodel), realizzati da una piccola orchestra con strumenti tipici tradizionali, ad ambienti elettronici ed a musica contemporanea, con stili e generi diversi (pop, rock, tecno ecc.). L’approccio non è filologico, pur tenendo conto che il film risale al 1926, ma evocativo e di contaminazione tra tradizionale e contemporaneo, con l’intenzione di fornire un ritmo incalzante al film, specie nelle diverse scene d’azione e di conciliare lo spirito “noir” della pellicola ai riferimenti ironici di alcuni personaggi e situazioni. Secondo uno schema tipico delle colonne sonore dei film d’epoca, ad ogni personaggio è assegnato un life- motive che lo identifica, con arrangiamenti sempre diversi a seconda della situazione. Nella serata del 4 maggio 2010 suonerà dal vivo Miscele d'Aria Sextet
Miscele d'Aria Sextet
Carlo Casillo: chitarre, live computer, virtual instruments
Emiliano Tamanini: tromba
Gigi Grata: trombone
Roberto Caberlotto: fisarmonica
Irene Fornasa: contrabbasso, voce
Lisa Bergamo: voce
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04/05/2010 alle ore 21:00
Multisala G. Modena via S. Francesco d’Assisi 6
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