Film festival > edizione 2010
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Film festival > edizione 2010 > Incontri Alpinistici

INCONTRI ALPINISTICI AD ALTO LIVELLO AL TRENTOFILMFESTIVAL

Le sconosciute e inviolate montagne della Cina Occidentale con Tamotsu Nakamura, l’Himalaya tra passato e futuro, con Nives Meroi, Kurt Diemberger, Ang Tshering Sherpa, Krzystof Wielicky, le “big walls” di Nico Favresse e la professione della guida alpina con Erhard Loretan, Hans Peter Eisendle, Marco Furlani, Marcello Cominetti.

Anche in questa edizione di TrentoFilmfestival non mancheranno le presenze importanti dei più forti rappresentanti dell’alpinismo mondiale. Sono in arrivo infatti Nico Favresse, Tamotsu Nakamura, Nives Meroi, Kurt Diemberger, Ang Tshering Sherpa, Krzystof Wielicky, Erhard Loretan, Hans Peter Eisendle. Sono i protagonisti che animeranno gli incontri e le tre serate alpinistiche del TrentoFilmfestival che saranno presentate da Francesca Mazzalai. 

 

TAMOTSU NAKAMURA: EAST OF THE HIMALAYA-ALPS OF TIBETMercoledì 5 maggio ore 17.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto Via Garibaldi 33
Tamotsu Nakamura, alpinista ed esploratore giapponese, negli ultimi 18 anni ha effettuato 30 spedizioni tra le montagne della Cina occidentale, dove ha scoperto, documentato e mappato un imprecisato numero di vette inviolate. Tamotsu Nakamura racconterà la sua esplorazione che ha compiuto nell’autunno 2009 percorrendo in lungo e in largo una regione montuosa di 4.800 km quadrati nel Tibet orientale ricca di catene montuose prima esplorate prima e dove si concentra un numero incredibile di picchi e di vette mai salite da alpinisti. Grazie a queste esplorazioni, per generazioni di alpinisti si aprono ora nuove sfide a queste cime bellissime in un territorio dalle potenzialità enormi, seppur sottoposto alle rigide disposizioni di accesso imposte dal governo cinese. >> vai alla scheda dell'Evento

 

NICOLAS (NICO) FAVRESSE - Mercoledì 5 maggio ore 21.00
Auditorium S. Chiara, Via Santa Croce, 67

Nico Favresse
è nato in Belgio nel 1980, ma, a dispetto dell’orografia pressoché piatta di questo Paese, dopo aver mosso a soli 15 anni i suoi primi passi sulla roccia, nell’arco di un solo anno Nicolas si ritrova nell’élite degli arrampicatori del suo Paese e a 18 anni è già un protagonista del circuito mondiale dell’arrampicata. A 23 anni, terminati gli studi di marketing, Nicolas si dedica interamente ai suoi progetti di salite e diventa un arrampicatore professionista a tempo pieno. Nel 2004 la ripetizione di Estado Critico in Spagna, una via valutata 9°, lo colloca nell’élite dei pochi atleti al mondo che hanno superato questo grado di difficoltà. Sempre nel 2004 una trasferta nella Yosemite Valley diventa occasione per scoprire un altro aspetto dell’arrampicata, la scalata delle big walls nello stile tradizionale. È una scoperta dalla quale nascono le più recenti realizzazioni di Nico Favresse: dalla Patagonia a Yosemite, dalle pareti della Charakusa Valley in Pakistan fino alla recente spedizione sulle montagne dell’Isola di Baffin, obiettivo il Mount Asgard. Per queste salite, il Magazine americano Climbing gli ha assegnato il “Chiodo d’Oro” per la miglior salita di big wall dell’anno. Asgard Jamming è il film su questa spedizione in concorso al 58° TrentoFilmfestival. Presenta la serata Francesca Mazzalai. >> vai alla scheda dell'Evento

 

HIMALAYA, IERI E OGGI - Giovedì 6 maggio ore 21.00
Auditorium S. Chiara, Via Santa Croce, 67
 
L’alpinismo himalayano è una storia fuori dall’ordinario ma, nel suo insieme, poco conosciuta dagli stessi alpinisti. Colpa, probabilmente, delle smisurate dimensioni del terreno di gioco. Anche perché in tutto il pianeta non esiste nulla di paragonabile al sistema orografico Karakorum-Himalaya. Per secoli terra più immaginaria che reale, la regione asiatica fu teatro di esplorazioni per tutto il corso dell’Ottocento. Dopo i tentativi britannici all’Everest nel periodo compreso tra le due guerre, solo negli anni ’50 del ’900 gli scalatori riuscirono a mettere piede sulle vette più alte. Dal 1950 al 1964 furono salite le vette di tutti i 14 ottomila, e in seguito vennero tracciati itinerari sempre più difficili e impegnativi. Oltre alla cosiddetta “corsa” alle vette più elevate, si registrarono ascensioni senza ossigeno, in stile alpino e persino in solitaria. Negli anni ‘80 si aprì la difficile stagione delle scalate invernali, a tutt’oggi ancora non conclusa. E poi, a sorpresa, ecco la vicenda dell’himalaysmo femminile, imperniata sulla collezione degli 8.000. E ancora non è finita, perché all’inizio del terzo millennio, sul versante settentrionale dell’immane grande catena, rimangono ancora vasti territori da esplorare e un’infinità di pareti da salire.
Il giornalista e storico dell’alpinismo Roberto Mantovani insieme a Francesca Mazzalai dialogheranno con alcuni dei più grandi protagonisti di questa storia: Nives Meroi che insieme al marito Romano Benet ha salito senza ossigeno 11 dei 14 ottomila della terra, Kurt Diemberger unico alpinista vivente ad avere all'attivo due prime ascensioni assolute di cime oltre gli ottomila metri e che sarà festeggiato a 50 dalla prima salita del Dhaulagiri, Krzysztof Wielicki il primo a salire l’Everest, il Lhotse e il Kangchenjunga nella stagione invernale, il primo a salire e scendere da un 8.000 in meno di 24 ore, e infine Ang Tshering Sherpa: fondatore di Asian Trekking, presidente del Nepal Mountaineering Association, è stato il coordinatore dell'incontro del Consiglio dei Ministri del Nepal al Campo Base dell'Everest/Kalapathar Plateau (5542 metri) del 4 dicembre 2009, e inoltre coordinatore del vertice alpinistico internazionale per la salvaguardia dell'Himalaya a Copenhagen dell'11 dicembre 2009 in occasione della Giornata internazionale della montagna. >> vai alla scheda dell'Evento

 

GUIDE ALPINE E CLIENTI SULLE GRANDI CLASSICHE – Venerdì 7 maggio ore 21.00
Auditorium S. Chiara, Via Santa Croce 67

Il mito letterario e cinematografico della guida di montagna nasce dalla contrapposizione tra le virtù del “montanaro”, saggio depositario della sapienza alpina, e l’inadeguatezza del cliente di città, ambizioso aspirante alla ricompensa della vetta. In realtà, nella storia dell’alpinismo, le guide hanno talvolta arrampicato con clienti più forti di loro, ma sempre inferiori sul piano dell’intuito e della conoscenza del territorio.
Con gli ultimi decenni del Novecento si assottigliano le differenze tra guida di montagna e cliente di città, e la professione evolve verso la specializzazione, la mobilità e i viaggi extraeuropei. Cresce tantissimo il livello tecnico delle guide e di alcuni clienti, permettendo ai più bravi di ripetere le vie più difficili delle Alpi, o di spingersi sulle cime dell'Himalaya e della Patagonia, dal Gasherbrum al Fitz Roy. Quando l'avanguardia dell'alpinismo e l'avanguardia della professione coincidono, scocca il momento d'oro per le guide alpine di ogni tempo. Il giornalista Enrico Camanni insieme a Francesca Mazzalai dialogheranno sul tema dell’incontro insieme alla guida alpina svizzera Erhard Loretan, uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi, alle guide alpine Hans Peter Eisendle, Marco Furlani e Marcello Cominetti. >> vai alla scheda dell'Evento


GALLERY
Himalaya, regia Eric Valli, Gran Premio 2000
arch. TrentoFilmFestival
Kurt Diemberger, TrentoFilmfestival 2003
Giulio Malfer
Roberto Mantovani, TrentoFilmfestival 2004
Giulio Malfer
Sir Chris Bonington, Fausto De Stefani, Carlos Carsolio, Krzysztof Wielicki
arch. TrentoFilmFestival