Sergio Fant
Rosanna Stedile
Mostre Incontri Eventi:
Laura Zumiani
Rosanna Stedile
La Giuria internazionale del Trento Film Festival 2010
MAURIZIO ZACCARO
Nato a Milano nel 1952, è un regista cinematografico e televisivo italiano. Dopo aver frequentato gli studi classici, si diploma alla Scuola del cinema di Milano nel 1977. Ha lavorato con Olmi, Nichetti e Bozzetto. Dopo alcune esperienze come aiuto regista, tra cui cortometraggi e documentari realizzati con la collaborazione di Ermanno Olmi (Camminacammina, Milano ‘83 e Lunga vita alla signora), collabora con Maurizio Nichetti alla realizzazione dei film Ratataplan e Ho fatto splash. Zaccaro ha realizzato 16 cortometraggi fra i quali Overkill ha vinto nel 1982 il premio Juso miglior film al Festival Internazionale di Oberhausen. Dal 1982 al 1990 ha collaborato a Ipotesi Cinema, laboratorio di cinema e televisione nato da un’idea di Paolo Valmarana ed Ermanno Olmi. Di grande successo è stato il suo intenso film Un uomo perbene (1999), ispirato dalla vicenda giudiziaria del giornalista e presentatore televisivo Enzo Tortora. Del 1990 è invece Dove comincia la notte, presentato alla 48esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, al Festival Internazionale di Wurtzburg e al Festival di Annecy e vincitore del David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 1992 presenta Kalkstein – La valle di pietra, in gara alla 49esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, al Festival Internazionale di Montreal, di Goteborg e di Annecy, vincitore della Grolla d’Oro 1992 come miglior sceneggiatura e Targa Anec coke miglior regia e Premio San Fedele 1993 come miglior film. La sua ricca filmografia comprende: Il Carniere (1996) pluripremiato al David di Donatello, al Festival Internazionale di Karlovy Vary, al Festival di Annecy, Grosseto, Freistadt e Kiev; La Missione (1997); Cuore (2001), I ragazzi della via Pal (2002), Al di là delle frontiere (2003), Il Bell’Antonio (2004), Mafalda di Savoia (2005), ‘O Professore (2006), Il bambino della domenica (2007).
ALAN FORMÁNEK
Alan Formánek, nato in Slovacchia, ha iniziato ad arrampicare sui Monti Tatra all’età di 14 anni. A soli 16 anni aveva già aperto alcune difficili vie su roccia usando scarpette, chiodi e corde fatte in casa. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 è stato uno dei pionieri dell’arrampicata moderna nell’allora Cecoslovacchia, ed è conosciuto per aver aperto molte vie “multi-pitch rock” negli Alti Tatra. E’ inoltre autore della seconda ripetizione di “Tempi Moderni” sull’amata Marmolada agli inizi di luglio del 1984, e di una delle poche salite sulla poco protetta e misteriosa via “Amplesso Complesso” in Val di Mello nel 1985, entrambe salite in velocità, utilizzando scarpe simili a pantofole e materiali fatti in casa, senza l’utilizzo di friends. Diplomato in ingegneria elettronica e letteratura comparata, ha unito gli studi e la passione per la montagna per fondare due festival di cinema di montagna a Vancouver e Bratislava. Dirige il Vancouver International Mountain Film Festival dal 1998, ed il Hory a mesto / Mountains and City festival di Bratislava dal 2000.
Nel corso degli studi si è dedicato in particolare al cinema e alla letteratura, e all’adattamento delle storie in film. Ha scritto una tesi sulla trasposizione cinematografica della Carmen in tre diversi film, incluso quello di Francesco Rosi. Sta lavorando alla sua personale versione climbing di “Carmen la grimpeuse” con protagonisti Lynn Hill nel ruolo di Carmen, Timmy O’Neill nel ruolo di José.
LEENA PASANEN
Nata nel 1965, Leena Pasanen inizia la sua carriera di giornalista nel 1998 presso l'agenzia stampa nazionale finlandese, prima come reporter e in seguito come commentatore politico presso il Parlamento. Nel 1993 collabora con la YLE, la radiotelevisione pubblica finlandese, come reporter, commentatore politico, redattore e presentatore televisivo per un programma d'attualità della TV1. Tra il 1999 e il 2000 lavora come direttore del settore documentario della YLE. Al lancio del canale culturale digitale YLE, Teema, dedicato a cultura, scienza ed educazione, viene nominata responsabile della programmazione cultura, cronaca e fiction; ricopre questo incarico fino al Novembre 2005 quando inizia la sua esperienza come direttore della EDN, European Documentary Network, a Copenhagen. È del novembre 2008 il suo ritorno alla YLE in Finlandia in qualità di coordinatore dei programmi di cronaca e cultura. Negli anni collabora, in qualità di esperta e tutor, a numerosi programmi formativi tra cui EDN, Discovery Campus, EURODOC e Television Business School.
Diplomata Eurodoc dal 1999, è membro della commissione consultiva internazionale degli Hot Docs. È stata inoltre membro del Consiglio Direttivo del Forum IDFA (International Documentary Film Festival Amsterdam), INPUT e del Premio Giornalistico finlandese Bonnier.
MICHELE RADICI
Laureato in architettura, pratica la professione per anni, lavorando al tempo stesso come giornalista-fotografo, specializzato in viaggi, avventura e sport estremi. All'inizio degli anni '80, abbandona l'architettura per dedicarsi a tempo pieno alla cinematografia. Come regista e filmmaker, firma serie televisive dedicate agli sport estremi per Istituto Luce, Fininvest e RAI (Sector no limits, Point Break, Jonathan dimensione avventura, Il mondo della montagna). Produce e firma diversi documentari industriali, progetti multimediali, spot pubblicitari, documentari di viaggio e film di montagna. Tra questi ricordiamo i documentari "The nameless ship" (1993), "Nordica ski boots, lange ski boots" (1998), i film di sci estremo “La parete che non c'è”, “The time machine” e “Face to face”. Inoltre “Acqua, nuvole e picchi” il primo film al mondo di arrampicata girato in Cina; “Buildering” (ideato e diretto dallo stesso regista), il film che ha lanciato la carriera di Alain Robert come climber di grattacieli; “Climbing in Thailand” con François Legrand e “Jim Bridwell: the Yosemite living legend”. I suoi film hanno vinto numerosi premi internazionali nei principali festival mondiali.
RENÉ VERNADET
Cameraman del vuoto, accampato su piattaforme sospese, appeso ad una corda, agganciato al cavo di una gru, dalle falesie del Sassois allo Jannu, dalla Torre Eiffel all'abisso della Pierre Saint Martin nel Grand Capucin, sul Pilier del Freney, sulla parete ovest dei Drus in compagnia di Marmier, Terray, Desmaison, Rebuffat. Nella sua lunga carriera René Vernadet, simbolo della cinematografia di montagna, gira documentari ma anche film a soggetto con Robert Frankenheimer, Albert Lamorisse, José Giovani, Jacques Ertaud, Costa Garvas. Viene spesso chiamato dai canali televisivi per girare reportage in condizioni estreme perchè si sa che ci riuscirà. Nel corso degli anni si dedica però alla scoperta del Tibet dove gira quasi clandestinamente innumerevoli film e scrive libri attentamente documentati e impegnati su questo paese, la sua cultura e la sua gente alla quale si dedica anima e corpo. Dopo ventidue viaggi in Tibet e nelle regioni di cultura tibetana, si consacra inoltre allo studio del Buddismo tibetano e dell’antica religione: il Bön. Tra gli oltre duecento film di cui ha curato le immagini o la realizzazione si ricordano: La grande crevasse, incompiuto film tedesco di cui ha curato le riprese con Hermann Buhl. Les Étoiles de Midi (1958) di Marcel Ichac di cui ha curato la fotografia. Il film vinse il Grand Prix del cinema francese nel 1959 e il Trofeo del C.A.I. al Festival di Trento nello stesso anno. Jannu (1959) con Lionel Terray, in concorso al Festival di Trento nel 1960. Le pilier du Freney (1967) con René Desmaison, Premio U.I.A.A. al Festival di Trento nel 1968. Mort d'un guide (1974) di Jacques Ertaud, Gran Premio “Città di Trento” nel 1975. Les horizons gagnés (1974) con Gaston Rebuffat, in concorso al Festival di Trento nel 1975.


















