Montagna libri > Presentazione 2010

Immagini e parole: la montagna protagonista

La storia della letteratura italiana è attraversata da autori che hanno descritto la montagna facendone una delle protagoniste dei loro romanzi e racconti. Buzzati, Levi, Parise, Calvino, solo per citarne alcuni, la amavano molto, la conoscevano bene e l’hanno narrata in numerose opere.

Mario Rigoni Stern ha fatto del suo Altipiano un luogo magico ed indimenticabile descrivendo boschi e stagioni, suoni, natura, animali, piccole e grandi storie, la pace e la guerra. Un mondo intimo e reale rappresentato da un animale, l’urogallo, a cui, nel 1962, dedicò una raccolta di scritti, intitolandola proprio “Il bosco degli urogalli”.

Più recentemente per Erri De Luca, ne “Il peso della farfalla”, Feltrinelli, è il camoscio a simboleggiare il mondo dell’alta quota, un luogo dove è ancora possibile ritrovarsi da soli in mezzo alle dure e fredde rocce, alla bassa vegetazione, immersi in una atmosfera speciale tra i rumori degli alpeggi. Un universo degno di rispetto, o meglio di venerazione, per luci e suoni, sensazioni e immagini di una natura che molto spesso non sappiamo più osservare ed apprezzare.

Il fiero camoscio destinato a dominare sul suo branco ed a saltare, quasi danzando, da una roccia all’altra tra dirupi scoscesi e pietraie incerte è la montagna di Erri De Luca una montagna speciale quando il camoscio, il re, è vincitore ma anche quando è vinto, piegato sulla schiena del cacciatore o schiacciato dalla vecchiaia.

Per Mario Rigoni Stern invece l’urogallo rappresenta la natura, quella da lui tanto amata, unica, forte, resistente e descritta con competenza e passione. E infatti l’urogallo (Teatrao Urogallus) è una specie rara, schiva e solitaria, un sopravvissuto, presente ormai solo sulle Alpi centro-orientali. E’ comunque un protagonista della primavera, del periodo unico ed irripetibile in cui inizia la stagione dell’amore e l’animale canta per richiamare le femmine, lottando contro gli altri maschi per ottenere il dominio del territorio e  la possibilità di accoppiarsi. Il vincitore è uno solo, il migliore, il più forte, inno alla natura ed alle sue leggi.

Il camoscio e l’urogallo, metafore della montagna, sono proprio richiamati nelle due mostre fotografiche che integrano e completano l’offerta letteraria di MontagnaLibri 2010. “Le nevi di Mario Rigoni Stern” di Adriano Tomba racconta il particolare rapporto che il grande scrittore aveva con le neve e con l’inverno, la stagione della riflessione, del mistero, del buio in cui l’urogallo si nasconde. Ne “Il regno dei camosci” di Annamaria Castellan il camoscio non è mai raffigurato, ma continuamente evocato grazie al sapiente connubio tra le immagini in bianco e nero e le frasi di Erri De Luca.

Immagini e parole scritte sono da sempre il terreno di MontagnaLibri dove, da ventiquattro anni, le terre alte e altre sono le protagoniste delle novità editoriali, italiane e straniere, raccolte ed esposte numerose anche quest’anno in Rassegna. Una Rassegna qualitativamente elevata che ancora una volta, malgrado la crisi abbia pesantemente colpito ogni settore dell’editoria, celebra ed esalta la montagna in tutti i suoi aspetti, mutevoli ed eterni al tempo stesso.

Luana Bisesti


arch.TrentoFilmfestival
Mario Rigoni Stern, Eramanno Olmi
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