Libri ancora sempre nonostante tutto
La crisi economica che ha colpito tanti settori produttivi in tutto il mondo ha toccato anche l’editoria, e il settore della montagna, come potrete notare dal catalogo di MontagnaLibri di quest’anno, ne ha sofferto come tutti gli altri: non è solo il ramo dell’editoria a subire un calo di vendite e di conseguenza anche di pubblicazione, anche se è vero che da diversi anni ormai si lamenta una diminuzione di novità in questo campo. Ma questo dipende dal fatto che l’alpinismo si è trasformato; mentre nel passato le grandi imprese si svolgevano lontano dai mezzi di comunicazione e il libro della loro storia, nella forma classica del recit d’ascension, era molto attesa da un pubblico di appassionati, ora si possono seguire giorno per giorno salite su grandi montagne lontane e le emozioni, che una volta erano concentrate in un volume, adesso si consumano in tempo reale nello spazio dell’impresa stessa. Magari alla fine verrà pubblicato ugualmente un libro su quell’ascensione o spedizione, ma non è la stessa cosa.
Inoltre il pubblico di lettori dei libri di montagna si è allargato, gli editori specializzati sono diminuiti o hanno rinunciato a un catalogo troppo specialistico, e soprattutto è sempre più frequente che libri di alpinismo vengano pubblicati anche da editori generici, con grande vantaggio degli autori che hanno l’occasione di rivolgersi a un pubblico più vasto e di vendere più copie. Il grande editore però tende a pubblicare, più che libri “di montagna” intesi in senso tradizionale, libri che hanno la montagna come sfondo di vicende sensazionali che si prestano a grossi scoop pubblicitari. E’ il caso di 127 ore di Aron Ralston, per fare un esempio: una storia di sopravvivenza che ha l’arrampicata come pretesto ma che tutto sommato avrebbe potuto svolgersi in altro ambiente e in un’altra circostanza anziché in un canyon durante un’arrampicata. Sta di fatto che se fosse stato pubblicato in una collana “di montagna” sarebbe stato letto al massimo in qualche migliaio di copie invece di raggiungere il successo internazionale che ha avuto.
Best seller di questo tipo tuttavia sono piuttosto rari, e a parte i libri di alpinisti molto famosi sui quali l’editore è sicuro di poter vendere grosse tirature, oppure libri illustrati che funzionino da strenna, bisogna ancora contare sugli editori rimasti ad occuparsi di libri di montagna.
Per contro si stanno moltiplicando in tutti i campi i piccoli editori coraggiosi e intraprendenti e si stanno sviluppando nuove forme di pubblicazione e di distribuzione, per cui il libro, questo eterno moribondo, ce la farà ancora una volta a riprendersi. E anche il libro di montagna si riprenderà, magari in forme diverse, come l’alpinismo che ha attraversato numerosi stadi di trasformazione dall’era eroica a quella mediatica ma in fondo non ha mai perso il suo spirito e continua ad essere oggetto di passione di molti e di attenzione da parte di masse che un tempo lo ignoravano.
Mirella Tenderini


















