Addio Riccardo
Riccardo Cassin ha chiuso per sempre gli occhi davanti alle sue montagneSi è spento circondato dai famigliari e dalle montagne che accesero la passione per l'alpinismo, da lui portato ai massimi livelli negli anni '30. Riccardo Cassin, 100 anni festeggiati lo scorso 2 gennaio, socio onorario del Trento Filmfestival dal 1999, ci ha lasciato nella notte di giovedì 6 aprile nella sua casa a Pian dei Resinelli ai piedi delle Grigne, dove aveva chiesto di essere portato, forse per sentirsi vicino a quelle montagne a lui tanto familiari.
Nato a Savorgnano del Friuli il 2 gennaio 1909, Cassin è stato uno dei primi a confrontarsi con l’arrampicata in chiave moderna e, a distanza di anni e nonostante gli attuali materiali permettano salite più veloci e sicure, molti degli itinerari da lui tracciati durante gli anni ‘30 rimangono ancora oggi un severo banco di prova per ogni alpinista.
All'alpinismo si avvicinò una volta approdato a Lecco per lavoro all'età di 26 anni. Le cime delle Grigne diventarono il terreno delle prime esperienze con i compagni, dal 1929 riuniti nel Gruppo Rocciatori. La parabola e la fama di Cassin salgono alla ribalta nel corso degli anni ’30, quando il lecchese risolse gran parte dei "problemi alpinistici" delle Alpi suscitando entusiasmi e appassionando l'Europa intera.
Nel 1934, in compagnia di Vitali e Pozzi sale la parete sud-est della Piccolissima di Lavaredo.
Nel 1935 tocca allo spigolo sud-est della Torre Trieste. Poi, sulla parete nord della Cima Ovest di Lavaredo con Vittorio Ratti. E’ solo l’inizio di una serie di straordinarie imprese.
Nel 1937 sale sulla parete nord-est del Pizzo Badile: un'impresa che gli vale la medaglia d'oro al valore atletico.
Tra il 4 e il 6 agosto 1938 compie la sua impresa più importante nel massiccio del Monte Bianco: scala lo sperone Walker della parete nord delle Grandes Jorasses.
Nel dopoguerra Cassin si dedicò all'organizzazione e fu a capo di molte spedizioni. Dopo essere stato escluso, tra le polemiche, dalla spedizione nazionale al K2, nel 1958 guidò la spedizione che portò sulla vetta del Gasherbrum IV in Karakorum Walter Bonatti e Carlo Mauri. Quindi nel 1961, dopo 27 tentativi da parte di spedizioni da tutto il mondo, Cassin conquistò con i Ragni di Lecco il Mount McKinley in Alaska. Persino John Kennedy lo chiamò alla Casa Bianca per congratularsi con lui dopo quell'impresa.
Nel 1967 guidò i suoi “Ragni” in vetta all’Jrishanca nelle Ande peruviane e nel 1975 la spedizione italiana alla parete sud del Lhotse. Nel 1987, a 78 anni anni, la sua ultima ascensione, sulla via del Pizzo Badile salita 50 anni prima.
Agli incontri alpinistici internazionali promossi durante il TrentoFilmFestival Cassin, accompagnato dalla inseparabile moglie Irma sposata nel 1940, non mancava mai e puntualmente offriva il suo punto di vista, sempre proiettato in avanti, a dispetto degli anni, sempre rispettoso e incoraggiante nei confronti dei giovani.





















