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08/05/2010

Verbale della Giuria 58° TrentoFilmfestival

Le Genziane d'oro e d'argento e il Premio Speciale della Giuria



La Giuria del 58° TrentoFilmFestival 2010 composta da

Maurizio Zaccaro (Italia/Italy)
Alan Formanek (Slovacchia/Slovakia)
René Vernadet (Francia/France)
Michele Radici (Italia/Italy)

Ha visionato dal 1 al 4 maggio 2010 i 38 film in concorso e assegnato i seguenti Premi

PREMIO DELLA GIURIA

 Salt
 di Michael Angus e/and Murray Fredericks (Australia)
Il fotografo australiano Murray Fredericks si avventura nei luoghi remoti del lago Eyre per affrontare temporali, fango, guasti, sale, solitudine e sopratutto se stesso con lo scopo di trovare una bellezza nascosta, di purificarsi e così riuscire a conoscere la sua natura vera. Il film, fatto quasi completamente dal solo fotografo, entra nel medio artistico stesso, combinando le magnifiche fotografie di grande intensità con le prese cinematografiche di una vita totalmente isolata.

GENZIANA D’ARGENTO AL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

Oyan
di Esmae'l Monsef (Iran)
Nel breve e intenso racconto della quotidianità di un giovane postino che porta le lettere da una parte all’altra del confine e di una misteriosa ragazza che le riceve il regista offre, con un tocco di grande classe narrativa, uno spaccato dell’Iran più vero e rurale, dove l’ambiente dilata il tempo. Una tematica nella grande tradizione del cinema iraniano e dei suoi registi.
(a questo proposito vogliamo ricordare con affetto e solidarietà Jafar Panahi, da tempo detenuto nel carcere di Evin a Teheran)


GENZIANA D’ARGENTO AL MIGLIOR MEDIOMETRAGGIO

Polyarnik
di Nikolay Volkov (Russia)
Diretto  con mano leggera e felice, a volte anche ironica,  Polyarnik dimostra come la semplice storia di un figlio che abbandona per un lavoro nel gelido nord la casa paterna possa diventare un racconto gradevolissimo ed estremamente originale nonché  spunto per indagare i risvolti più intimi della realtà e dei suoi protagonisti fra i quali spicca la fulgida figura dell’anziana madre, Romualda Flyorovna, che attende con ansia in un piccolo villaggio bielorusso, il ritorno dell’amato primogenito.


GENZIANA D’ARGENTO AL MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO-ARTISTICO
Mount St. Elias
di Gerald Salmina (Austria)

Tre appassionati dello sci estremo si lanciano dal Monte S. Elia (5.489 m) in Alaska. Delle immagini stupefacenti di sci sulle valanghe,  delle pendenze che fanno tremare, dei salti vertiginosi dai quali sembra impossibile uscire indenni. Grazie a una tecnica perfettamente padroneggiata  il regista ci pone  al centro dell'azione  e ci offre degli istanti magici.


PREMIO CITTÀ DI BOLZANO GENZIANA D’ORO AL MIGLIOR FILM DI ESPLORAZIONE O AVVENTURA.

Birdman of the Karakoram
di Alun Hughes (Gran Bretagna)

Il film riesce nel difficile compito di far partecipare lo spettatore a una delle più innovative ed estreme avventure ancora possibili in Himalaya. Il regista Alun Hughes, incastrato nel sedile del fragile parapendio  biposto  di John Silvester, senza ossigeno a più di 6.000 metri, impaurito, congelato e sempre al limite della crisi, riesce a farci vedere le cime himalayane da un punto di vista del tutto nuovo. Il passaggio del colle dello Shispar, vissuto quasi in diretta è una sequenza che entrerà nella storia dei documentari d'avventura.  


PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO – GENZIANA D’ORO AL MIGLIOR FILM DI ALPINISMO O MONTAGNA.

Alone on the Wall
di Peter Mortimer and Nick Rosen (Stati Uniti/United States)

Alex Honnold,  uno dei più grandi climber americani,  scala in solo integrale la mitica Regular Route dell'Half Dome in Yosemite. Durante la sua salita Alex prende costantemente dei rischi incredibili che anche il pubblico meno esperto apprezzerà. In una parete che offre pochi punti favorevoli le cineprese sono state perfettamente situate.


GRAN PREMIO CITTÀ DI TRENTO GENZIANA D’ORO
al miglior film che in assoluto, possedendo elevate qualità artistiche, corrisponda agli obiettivi culturali cui il Festival si ispira

Himalaya, le chemin du ciel
di Marianne Chaud (Francia/France)
Toccante storia dei giovani monaci buddisti di Zanskar in India attraverso la vita di Kenrap, un ragazzo di 8 anni che da quando ne aveva 5 è stato riconosciuto come la reincarnazione di un vecchio monaco.  Con i suoi occhi  sorridenti e puri entriamo nel mondo affascinante dei monaci  del monastero di Phukthal, con la sua spiritualità, costumi e quotidianità.  Il film è girato con grande complicità da una regista profonda conoscitrice della cultura locale, che, con una macchina da presa invisibile, crea l'impressione di vivere gli eventi con il proprio cuore.

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